Archivio (CHIESA PERSEGUITATA)

 

“E SARETE ODIATI DA TUTTI, A CAUSA DEL MIO NOME...” (Lu. 21:17)

Condannati a sei mesi di carcere due algerini covertiti al cristianesimo


da il “Giornale.it” (link originale)  giovedì 03 luglio 2008, 09:30

Algeri - Sono stati condannati a 6 mesi di carcere, con la condizionale, i due cittadini algerini convertiti al cristianesimo ed accusati di aver fatto proselitismo in favore della loro nuova fede. Secondo quanto riferisce la Tv satellitare al Arabiya la sentenza, che è la seconda emanata da un tribunale algerino nei confronti di Rashid Saghir e Jalal Dahmani, è stata resa nota solo ieri sera a Tismasilt. Anche in occasione della condanna precedente i due hanno potuto evitare l’arresto immediato pagando una cauzione.


Ricorso in appello I due cristiani algerini fanno sapere che faranno ricorso in appello perché "non abbiamo vergogna della nostra nuova fede". La sentenza è stata subito condannata dal capo delle chiese protestanti algerine, Mustafa Karim, secondo il quale nel paese africano "si condannano delle persone per le loro convinzioni religiose". Sebbene la costituzione algerina preveda la libertà religiosa, una legge emanata nel 2006 pone delle restrizione alla sua pratica e ne vieta la propaganda. Il governo ha accusato i protestanti e gli evangelici di condurre una intensa campagna missionaria nel loro paese cercando di convertire la popolazione. Si ritiene che siano circa 10 mila i cristiani in Algeria che ha una popolazione di 33 milioni di persone.

Raccolta di notizie  provenienti dalle varie testate giornalistiche italiane online

Iran - Alcuni ufficiali della Polizia di Teheran hanno torturato una coppia di neo-convertiti, minacciandoli di affidare la loro figlia malata di quattro anni ad un istituto. I due erano stati arrestati per aver tenuto studi biblici e culti nella loro casa. Una fonte cristiana in Iran ha dichiarato che la ventottenne Tina Rad è stata accusata di “attività contro la sacra religione dell’Islam”, per aver letto la Bibbia a persone musulmane e quindi di aver cercato di convertirle nella sua casa, ad est di Teheran. Il marito, il trentunenne Makan Arya, è stato accusato di “attività contro la sicurezza nazionale”.

Entrambi sono stati prelevati con la forza dalla loro abitazione, lasciando la figlia di 4 anni malata e incustodita, e sono stati rinchiusi in un carcere non ben identificato per 4 giorni, dal quale ne sono usciti contusi e pieni di lividi evidenti.


La cauzione richiesta per Tina Rad è stata di 30.000 dollari, mentre quella per il marito è stata di 20.000 dollari.


La donna è stata così minacciata da un ufficiale di Polizia: “La prossima volta sarete accusati di apostasia se non la smettete con il vostro Gesù”.


Vi ricordiamo che in Iran, secondo le rigide leggi islamiche, il musulmano che si converte dall’Islam ad un’altra religione può essere giustiziato.

Coppia di cristiani minacciata, arrestata e torturata


da  “Porte Aperte”  venerdi 11 luglio 2008



Tina Rad mostra i lividi

Cina: Sequestrate 300 Bibbie a Evangelici Americani

17 Agosto 2008, 19:40


PECHINO - Le autorità della dogana aeroportuale di Pechino hanno sequestrato 300 volumi della Bibbia a quattro americani appartenenti a un gruppo evangelico. "Non abbiamo fatto nulla di illegale", ha detto Pat Klein, capo del gruppo, "non abbiamo intenzione di rovesciare il Governo o destabilizzare le Olimpiadi". Klein ha detto di aver portato in passato almeno 10. 000 volumi della Bibbia in Cina e che nessuno glieli ha mai sequestrati. La costituzione della Cina comunista salvaguarda la libertà religiosa ma di fatto il potere costituito ne impedisce la diffusione. [link originale]

Cina: Olimpiadi/Gruppo cristiano - Ci hanno confiscato 315 Bibbie. "Non lasceremo aeroporto fino a quando non ce le restituiranno".



Pechino, 18 ago. (Ap) - Non se ne andranno dall'aeroporto di Kunming, capitale dello Yunnan, fino a quando non gli verranno restituite le 315 copie delle Bibbie sequestrate dalle autorità cinesi. E' la decisione presa dallo statutunitense Pat Klein, leader del gruppo cristiano Vision Beyond Borders (visione oltre i confini) che si è visto confiscare le copie del testo sacro in lingua cinese che aveva nei bagagli.


Klein, che viaggia assieme a tre confratelli, ha spiegato che le autorità doganali gli hanno mostrato un documento con il divieto di far entrare la Bibbia in Cina. "Solo che il testo era in lingua cinese", ha detto Klein aggiungendo di attendere qualcuno che gli possa tradurre il testo in inglese. Il gruppo Vision Beyond Borders, con sede nel Wyoming, distribuisce copie della Bibbia e altro materiale religioso in tutto il mondo. [link originale]

Un predicatore di Hamas: un giorno Roma sarà conquistata dall'Islam (...)


Sermone di Osama Hammad in una moschea della striscia di Gaza. E' considerato un esponente della corrente massimalista di Hamas e uno dei fondatori del suo braccio armato, Brigate Ezzedin Al Qassam


Come già Costantinopoli nei secoli passati, anche Roma sarà un giorno conquistata dai seguaci dell'Islam: lo ha affermato un predicatore di Hamas in una moschea di Jabalya (striscia di Gaza) all'inizio del mese e in Israele alcuni brani della sua predica sono stati distribuiti via internet da Memri, un centro studi specializzato nel monitoraggio e nella traduzione dei mezzi di comunicazione in lingua araba. "La profezia della conquista di Roma resta valida, a Dio piacendo. Così come Costantinopoli fu conquistata 500 anni fa, anche Roma lo sarà", ha detto il predicatore nel suo sermone. Il predicatore in questione, Osama Hammad, è considerato un esponente della corrente massimalista di Hamas e uno dei fondatori del suo braccio armato, Brigate Ezzedin Al Qassam. Ma il riferimento al futuro di Roma, viene spiegato a Gaza, ha radici nella dottrina islamica e non ha carattere "operativo", come potrebbe apparire invece dalla citazione circolata in Israele.

Persecuzioni in Pakistan. Non si converte all'islam: un cristiano bruciato vivo. da Redazione


Morto l'autista cristiano di una ricca famiglia della città pakistana di Rawalpindi che venerdì è stato bruciato vivo da un gruppo di estremisti musulmani per essersi rifiutato di convertirsi. Paura in Pakistan.



Islamabad - Ancora violenze in Pakistan. E' morto l'autista cristiano di una ricca famiglia della città pakistana di Rawalpindi che venerdì è stato bruciato vivo da un gruppo di estremisti musulmani per essersi rifiutato di convertirsi all'islam.

Cristiano arso vivo Secondo il Pakistan Christian Post, giornale online affiliato a un partito cristiano locale, Arshad Masih, 38, anni aveva subito ustioni sull'80% del corpo e, secondo i medici dell'ospedale Sacra Famiglia dove era ricoverato, aveva poche probabilità di sopravvivere. Sua moglie, Martha Bibi, aveva inoltre detto di essere stata stuprata da alcuni poliziotti della caserma dove era andata per denunciare il caso. La violenza è avvenuta davanti ai tre figli della coppia che hanno un'età fra 7 e 12 anni. La donna lavorava come domestica insieme al marito dal 2005 presso una benestante famiglia musulmana.

Continue persecuzioni Negli ultimi tempi erano però emersi dissapori a causa della loro fede cristiana e di un sospetto furto avvenuto nella casa. Masih aveva ricevuto pressioni da parte del suo datore di lavoro per abbracciare la religione mussulmana, ma lui si sarebbe rifiutato, secondo quanto riportato da AsiaNews, il sito internet del Pime (Pontificio Istituto Missioni Esteri) che per primo ha dato notizia della brutale aggressione. Negli ultimi tempi si sono ripetuti gli atti di violenza contro la minoranza cristiana pakistana che rappresenta l'1,6% della popolazione. Le organizzazioni cristiane locali si sono mobilitate ieri chiedendo al governo della provincia del Punjab di punire i responsabili dell'omicidio e avviare un'inchiesta sulla violenza sessuale.